Parco divertimento

Fonti del Clitunno

Il parco

La storia

Il poetico parco naturalistico delle Fonti del Clitunno si estende su una superficie di quasi 10.000 mq lungo la via Flaminia fra Spoleto e Foligno, nel comune di Campello sul Clitunno.

In origine le acque erano tanto abbondanti da confluire in un grande fiume che gli antichi Romani navigavano per raggiungere la Capitale dell'impero.

Le Fonti del Clitunno erano al tempo considerate sorgenti sacre, luoghi di culto dedicati al Dio Giove Clitunno, personificazione dell'omonimo fiume, in nome del quale furono costruiti diversi tempietti

Nel V secolo d.C un grave terremoto distrusse parte delle Fonti, ridimensionando l'ingente apporto d'acqua originale. 

Tuttavia, il Parco assunse il suo aspetto attuale solo nella seconda metà dell'Ottocento, per opera del conte Paolo Campello della Spina, il quale riorganizzò gli spazi, introdusse gli abitanti animali del Parco e creò il magico laghetto.

Le suggestioni letterarie

L'incredibile bellezza naturale delle Fonti del Clitunno ha ispirato da sempre poeti e intellettuali: nell'antichità le sorgenti furono lodate da Plinio il Giovane in una delle sue lettere e descritte da Virgilio nelle celebri Georgiche.

Più tardi, le Fonti comparvero in opere di autori come Corot, Byron e Giosuè Carducci, il quale le consacrò nella sua ode "Alle Fonti del Clitunno". A ricordo della visita del poeta, nel 1910 è stata posta una stele marmorea scolpita a bassorilievo da Leonardo Bistolfi, accompagnata da un'epigrafe di Ugo Ojetti.

L'aspetto incantevole

Le Fonti del Clitunno sono alimentate da sorgenti sotterranee che sgorgano naturalmente da fenditure nella roccia. Le loro acque alimentano il laghetto del Parco, che si colora magicamente dei riflessi della natura circostante, la cui vista genera negli animi dei visitatori beatitudine e serenità.

La fiorente popolazione

Numerose specie vegetali e animali popolano le Fonti: si possono scoprire delicati fiori come nasturzi acquatici e nontiscordardimé delle paludi, diversi pesci, tra cui carpe e trote, vari uccelli, cigni e anatre, oltre che molteplici esemplari di alberi, tra salici piangenti e pioppi cipressini.


La
rigogliosa vegetazione e la vitale fauna rendono il Parco un luogo in cui ritrovare un intimo contatto con la Natura, in un'atmosfera di favolosa armonia.

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